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Giorno di chiusura
DOMENICA

Parcheggio presso Garage convezionato

(Via G.Ansaldo 1)
 

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"La Repubblica" - Sabato 14 Febbraio 2004

Garbatella da gustare fra stravaganze e tradizioni. Siamo nel “cuore” di questo storico quartiere alla ribalta per incontrare la cucina di “cuore” di Elisabetta Girolami, ultima di una famiglia di otto dove si giocava con le pentole più che con le bambole. Passione approdata in questo nuovo locale davanti al teatro Palladium nato dal vecchio Ente Comunale di Consumo e da un’antica merceria dove si ascoltano poesie (interpretate dall’attore Ivo Menichelli), si leggono libri, giornali, ricettari. E soprattutto c’è il profumo dei piatti dello chef Marco Daniele. Ai tavoli tutti diversi (come le sedie) zuppe, ravioli, dal ripieno sempre nuovo, spaghetti cacio e pepe in cialda di parmigiano, polpette, brasati, sformati e pesce freschissimo cucinato senza spine (provate il persico farcito di scarola). Selezione di formaggi rari serviti con mieli e confetture di frutta fatte dalla patronne. Le stesse usate per le deliziose crostate col Cannellino sfuso.


 

"Corriere della Sera" - Giovedì 6 Maggio 2004

...ottant’anni dopo la sua fondazione questo è ancora uno dei quartieri modello di Roma, una delle zone semicentrali più vivibili e piacevoli. Eppure è ancora poco nota a tanti romani: nonostante i fiumi di inchiostro versati fra libri e giornali, nonostante l’epico tour in Vespa che Nanni Moretti le dedicò in “Caro Diario”.

Nasce da questa constatazione e dall’amore per il quartiere, l’idea di organizzare un tour – rivolto a turisti e romani – che aiuti a conoscerlo meglio. Ci ha pensato Elisabetta Girolami, nata e cresciuta alla Garbatella dov’è tornata pochi mesi fa per aprire un ristorante. È stata lei – per anni autrice di programmi televisivi gastronomici, oggi “ostessa” – a studiare questo percorso sulle tracce delle proprie radici e della storia del quartiere.

Gli itinerari partono ogni sabato proprio dal suo ristorante, ricavato dai locali di un’ex-merceria e un’ex-drogheria alle spalle del mitico bar Foschi, su piazza Bartolomeo Romano. Un “ristoro” di stile che è già diventato il punto d’incontro fra i vecchi abitanti del posto e i nuovi arrivati, i romani e gli “stranieri”. L’itinerario storico-gastronomico si intitola “Degustando la Garbatella” e prevede un’escursione di un’ora e mezza, guidata dall’ostessa e da Gianni Rivolta (autore del libro Garbatella Mia) e un pranzo degustazione nel locale di Elisebetta. L’appuntamento è alle 11,45: aperitivo con un bicchiere di Cannellino al ristorante, poi si parte. A piedi. Cominciando da piazza Brin.

Dalla memoria degli abitanti e da appassionate ricerche, emerge un ritratto della Garbatella caldo e affascinante: un giro nell’album di famiglia per raccontare la Città Giardino e i suoi Lotti, i Villini a riscatto, gli alberghi suburbani Bianco e Rosso. Una passeggiata che è un tuffo nella storia: dal 1920, quando Roma realizzò la sua piccola rivoluzione industriale e intorno all’Ostiense sorsero mercati generali, officine del gas, concerie, alla nascita della Garbatella. Fu Vittorio Emanuele III a posarne la prima pietra. Poi vennero padre Alfredo Melani, che fondo l’oratorio di Santa Eurosia e perfino Gandhi, in visità all’Opera Maternità…Il tour tocca anche il luogo dove sorgeva l’hostaria da cui avrebbe preso nome il quartiere. “La gestiva un’ostessa – dice Elisabetta – garbata e di bell’aspetto: garbatella, appunto”. La nuova Ostessa e lo storico raccontano poi delle “Sgarbatelle”: un gruppo di donne, sorta di società di mutuo soccorso che raccoglievano soldi da girare alle famiglie più bisognose per la dote delle figlie…

Doriana Terriero




“Corriere della Sera” di Giovedì 7 Giugno 2004

Una bottiglia del Nord. E per di più un rosso di carattere: di nome - è il Barbarossa di Dosso 1999 di Fattoria Paradiso – e di fatto, per il suo corpo deciso e gli estratti di qualità. L’abbiamo provato in un locale emergente della Garbatella, l’ottimo Ristori degli Angeli. Il Barbarossa non costa poco (24€) rispetto alle altre 57 etichette (28 bianchi) in carta al ristorante (ben 8 di Fattoria Paradiso), ma è un gran vino, premiato con 4 Grappoli della Duemilavini. Per abbinare al meglio questo rosso da antichissimo vitigno autoctono (venuto alla luce nella Vigna del Dosso presso Bertinoro) dalla cucina abbiamo scelto: antipasto di Focaccina con Lardo Colonnata (7€) e Crostini con patè vegetali di zucchine, peperoni, melanzane o ceci (la selezione 7€). Sconsigliabili gli affettati con cetriolini perché l’acidulo rovinerebbe gli aromi del Barbarossa, cancellando i suoi splendidi sentori di frutta matura rossa e nera e le belle note speziate. Al primo, il suo gusto intenso, dai tannini marcati, domina bene i Bucatini con pesto alla siciliana (7€, aglio, pesto, pomodoro crudo) e sposa il Minestrone tiepido con pesto alla genovese (7€), dagli aromi delicati, perfetto anche sul Polpettone di tonno (pan bagnato e tonno cotto in carta da forno, 9,50€), a patto che teniate a parte la decorazione di insalatine all’aceto balsamico. I toni amarascati del finale restano evidenti sulle Polpette vegetali al sugo (8,50€). La potenza dei suoi 14 gradi vince perfino il Peperone al forno ripieno di spaghetti (olive, pomodoro, aglio e cipolla) con tagliolini di pollo: rivisitazione del pollo con peperoni alla romana. Al dolce, torta di Capri (5€) o semifreddo alla banana con cioccolato rum e cannella per un ardito ma piacevole abbinamento.

Luca Zanini



"Corriere della Sera" - Sabato 6 Marzo 2004

Un economico a 22-27 euro?

Si perché data la qualità dell’offerta, questo nuovo indirizzo gourmand aperto anceh da meno di un mese alla Garbatella, nell’ex sede dell’Ente Comunale di Consumo merita di essere additato ad esempio. Cenate, dunque, almeno una volta, al “Ristoro degli Angeli”, delizioso locale gestito con cortesia e professionalità da Elisabetta Girolami e Ivo Menichelli. L’ambiente è quello di un appartamento anni ’30: pavimenti in graniglia e mobili d’epoca, dalla vetrinetta della nonna con i bicchieri ai tavolini (rilevati dall’Augustea) con sedie spaiate; tovagliette in lino grezzo e sottopiatti di vetro. Dalla cucina dello chef Marco Daniele, lista (su carta paglia) di 15 piatti che cambiano ogni giorno, abbiamo provato: maltagliati con pesce, gamberi e zucchine in fiore (7,50€) e semplicemente perfetti; tris di latticini freschi con insalatine (mozzarella di bufala, burrata, provola affumicata, 10€); polpettone di tonno con vinaigrette all’aceto balsamico (9€); e delle polpettine vegetali al sugo di pomodoro (8€) in grado di sfidare i migliori piatti della vostra memoria familiare. Ispirati a ricette della nonna anche i dolci: il millefoglie con chantilly, scaglie di cioccolato e fragole (6,50€), o il bunette con panna e pere calde al caramello (5,50€) erano perfetti. In abbinamento, 4 diversi vini dolci – dal Passito di Pantelleria (4) al Cannellino Casale Marchese (2) – al calice. Piccola ma ben studiata cantina: la lista pone l’accento sul centro-sud; 3 vini campani (fra cui il furore di Costa D’amalfi di Marisa Cuomo 17,50) e 5 del Lazio, inclusi il Racemo 2002 L’olivella (10€) e il Vigna Adriana Castel de Paolis (18,50); ricarichi contenuti. Il caffè arriva dall’adiacente Cafè Foschi…

Alla Garbatella si fa ormai la fila per provare la cucina del nuovo locale cult: “Al Ristoro degli Angeli” gestito da Elisabetta Girolami e Ivo Menichelli. Per riuscire a trovar posto conviene provare fra il lunedì e il mercoledì. Fra giovedì e sabato è quasi un impresa prenotare un tavolo. Ivo una passione per la poesia nel sangue, serve in sala recitando Neruda. Elisabetta, che per anni ha fatto programmi di enogastronomia, dopo tante visite a cantine e ristoranti ha deciso di provare da sola. E ha creato una grande cucina.

Luca Zanini



"La Repubblica" - Sabato 9 Ottobre 2004

Garbatella di sapore fra ricordi e cultura. Siamo nel “cuore” di questo quartiere alla ribalta “impreziosito” ancora di più dalla cucina di cuore e le iniziative intelligenti di Elisabetta Girolami, ingegnosa “ostessa garbata” che ha saputo creare dall’ex Ente Comunale di Consumo un luogo di rara piacevolezza dove si mangia alla grande ascoltano le poesie di Ivo Menichelli. Ogni sabato inoltre (anche oggi, ore 11,45) l’ingegnosa patronne organizza itinerari storici-gastronomici nel quartiere guidati da Gianni Rivolta (autore del libro “Garbatella Mia”) alla scoperta di siti dal fascino incredibile. Poi si torna al ristoro e il pranzo, curato dal bravo chef Marco Daniele è servito: spaghetti cacio e pepe in cialda di parmigiano, polpette vegetali (superbe), sformati, ravioli di zucca, pesce freschissimo tra cui persico farcito di scarola e zuppa (senza spine). Da provare la tavolozza vegetariana. Selezione di formaggi rari con mieli e confetture fatte dalla patronne. Le stesse usate per le deliziose crostate da gustare col Cannellino sfuso. 25 euro.


 

"Dove" - mensile, anno 14 n.9, Settembre 2004

…Anche le periferie rivivono, tant’è vero che al nuovo Ristoro degli Angeli alla Garbatella, trattoria con atmosfera d’antan in piazza Bartolomeo Romano, vanno a cenare giornalisti come Piero Angela, costumisti, scenografi e volti noti, intrattenuti dalla bontà di piatti come i fusilli con gamberi e zucchine dalla simpatia dell’”Ostessa Garbata”. Ma non è tutto: con leggero anticipi si può prenotare un itinerario storico e gastronomico con aperitivo, visita guidata e pranzo in trattoria in compagnia di Gianni Rivolta, autore del libro “Garbatella Mia”, che in una passeggiata attraverso la celebre città giardino, i lotti e i cortili resi famosi da Nanni Moretti, svela i segreti del quartiere. Il tutto a 25 €, aperitivo e pranzo compesi.


“Dalle VII in poi…il menù della tua serata” - anno I n.0

Evoca pensieri, immagini e sapori “paradisiaci” il nome di questo nuovo ristorante nel cuore della Garbatella. Dalla metà di Febbraio si può deliziare il palato (e lo spirito) al “Ristoro degli Angeli”, piccolo locale che fisicamente nasce dal matrimonio tra un vecchio Ente Comunale di Consumo e un’antica merceria, chiusa ormai da quindici anni. A dispetto del nome altisonante che i proprietari hanno scelto, dicono per quanto di bello hanno ricevuto nella vita, il proposito originale che sta dietro l’apertura del ristorante è quello di averlo concepito come se fosse “la sala da pranzo di casa nostra”. Ed infatti le due piccole sale pullulano di oggetti della quotidianità, che mai ci si aspetterebbe di osservare in un ristorante. Si tratta di strumenti musicale (un pianoforte e una chitarra), libri in gran quantità, riviste, ricettari, persino un paio di scarpe verdi (il verde è un colore tematico del locale!). i tavoli sono diversi tra loro e varie le provenienze. Un paio derivano dalla restaurazione dell’originale bancone di marmo del vecchio Ente di Consumo; tre tavoli appartenuti all’antico ristorante “Augustea”, si pregiano di aver più volte ospitato i divi de “La dolce vita” e alcune targhette apposte ci ricordano che stiamo mangiano al tavolo dove cenò Fellini; o a quello di Mastroianni piuttosto che Eckberg, Accanto ai “tavoli vip”, quello assolutamente normale di un’abitazione comune, gentile dono della famiglia dirimpettaia. Tutto è perfettamente semplice ma estremamente ricercato in questo “ristoro degli angeli”, in cui capita che uno dei proprietari, Ivo Menichelli,si avvicini ad un tavolo e prenda a declamare versi di Neruda o Lorca. O che alla piacevole musica sempre in sottofondo si sostituisca per qualche minuto l’esibizione dal vivo di qualche cliente. La stessa accuratezza di particolari si ritrova nella cucina, seguita personalmente dalla “verdeggiante” proprietaria Elisabetta Girolami, che da più di vent’anni conduce programmi di enogastronomia, e da uno chef professionista. Il menu prevede piatti tradizionali e vegetariani, e in nessuno manca un tocco di originalità e raffinatezza. Da provare senz’altro gli spaghetti cacio e pepe in cialda di formaggio croccante e le polpettine vegetali con cipollati e capperi.


 

“Sorrisi e Canzoni TV” - n. 27 dal 3 al 9 Luglio 2004

La ghost writer, ovvero la fautrice del successo di “Fornelli d’Italia” e “Fornelli in crociera” ora, colei che lavora dietro le quinte e non appare mai, è Elisabetta Girolami, 47 anni. È una donna un po’ speciale, già da come si pone: capelli e unghie tinti in verde smeraldo. È l’ultima di otto figli, ci ha raccontato , e da sempre ha avuto la passione per la cucina. “Prima preparavo la pappa per le bambole. Cresciuta solo di poco, ho iniziato a cucinare per i miei fratelli” racconta. Sulle ricette ha una sua personale convinzione: “Nella mia vita ho letto decine e decine di libri di cucina. E mi sono convinta che la ricetta ideale non c’è. Ogni singola persona ha, dello stesso piatto, la sua ricetta. Per essere gradita al suo palato deve aggiungere o togliere qualcosa, la deve personalizzare. Ed è per questo che sto raccogliendo in un libro le ricette di famiglia, ovvero quelle che ogni nucleo si tramanda”. Nata come programmista radiofonica, la Girolami è passata alla tv dove grazie al programma di Mengacci ha potuto coniugare il lavoro con la passione. A parer suo la cucina deve essere “un posto accogliente, dove il piatto viene cucinato e anche consumato. Poi ci deve essere un grande piano di lavoro, possibilmente sgombro, e un robot. Oggi più nessuno si mette a tritare o pestare il basilico nel mortaio. Non raccontiamoci frottole: potendoselo permettere adopererei i fornelli a induzione. Usati con le apposite pentole che hanno un fondo speciale, permettono una cottura perfetta dei cibi e hanno un ridotto consumo di energia. Sono le stesse piastre che usiamo in trasmissione. Sulla nave non sono state necessarie anche perché non potevamo usare fiamme libere”. È lei a ideare le centinaia di ricette che poi Mengacci propone sul piccolo schermo. Quando è a corto di idee, quali libri consulta? “Le mie bibbie sono due: “Sapori e ricordi”, un volume edito dall’università della terza età di Massa Lubrense (in provincia di Napoli) la cui particolarità sta nel fatto che dello stesso piatto propone diverse versioni, così come piace a me; e poi c’è l’intramontabile “Carnicina”, dove vai sul sicuro qualunque cosa tu scelga. Tutte realizzabili e molto gustose.”

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